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L’indovinello dei cappelli


Buon giorno e buona settimana!


Trovate le differenze di martedì scorso? Se vi è rimasto qualche dubbio ecco qui la soluzione!




E oggi invece voglio proporvi un indovinello che fu l’oggetto di parte di una lezione di comunicazione che ho seguito a lavoro…


Ci sono 4 uomini che vennero catturati e condannati a morte, a meno che non riuscissero a indovinare, con assoluta precisione, quale era il colore del cappello che avevano in testa.


Gli uomini vennero così sistemati: tutti sotterrati in fila indiana, con la sola testa fuori dal terreno. In questo modo i condannati non potevano muoversi e girarsi per vedere il colore della persona sepolta dietro di loro. I primi tre potevano quindi guardare solo in avanti, mentre il quarto fu rivolto nell’opposta direzione, ma di fronte a lui poteva vedere solamente un muro (per capire meglio basta osservare l’immagine di seguito proposta)




Ognuno dei condannati aveva in testa un cappello di un determinato colore. Il faraone chiese a ognuno di loro di che colore avesse in testa il cappello. Sarebbe bastato che una sola persona avesse sbagliato per condannare tutti a morte crudele, al contrario sarebbe bastata una sola risposta corretta per salvare a tutti la vita.


Considerate che:


1. I cappelli sono di due tipi: 2 cappelli sono rossi e 2 cappelli sono verdi e i condannati ne sono a conoscenza;

2. I condannati non possono voltarsi nè parlare tra di loro;

3. Al primo errore vengono uccisi tutti;

4. Come da immagine A vede il cappello di B e di C; B vede solo il cappello di C; C e D non vedono nulla.


Uno solo dei 4 ha la possibilità di dire, senza ombra di dubbio, di che colore è il suo cappello. Quale e perchè?

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Trova le differenze


Buon martedì!


Eccoci per un nuovo appuntamento di giochi.

 

Ma prima, come promesso, le soluzioni dei bisensi di martedì:


1. Barba;

2. Lira;

3. Miglio;

4. Squadra;

5. Corte.


E oggi tornano le differenze. Non servono spiegazioni e istruzioni per partecipare, questo è un gioco tanto conosciuto quanto amato da chiunque… vero?


E allora, riuscite a trovare le 5 differenze in queste due immagini?

 

 

 

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I Bisensi

Buon martedì! Come vi sembra il nuovo blog? Ci abitueremo presto alla novità, ma nel frattempo la nostra programmazione è sempre ricchissima di sorprese.

A causa della migrazione l’articolo dei giochi di martedì scorso è andato perso e mi dispiace… ma oggi son qui per rimediare. D’altronde avete atteso ben due settimane per la soluzione dell’ultimo quiz… ve lo ricordate? Vi avevo mostrato dei vip da giovani e oggi sveliamo i loro nomi:
1. Jennifer Aniston
2. David Beckham
3. Cristiano Ronaldo
4. Leonardo Di Caprio
5. Beyonce

Detto questo passiamo subito al gioco di oggi… E torniamo alla carica con i bisensi. Scopo del gioco è scovare la parola che, per via del suo doppio senso linguistico, si presta a rispondere ad entrambe le definizioni che proporrò in ogni frase (Ad esempio la frase “Mercato… Feroce” avrebbe come bisenso la parola “fiera”)

1. Che noia… sul viso!

2. Strumento musicale… del vecchio conio

3. Unità di misura… vegetale

4. Uno strumento tecnico… di gruppo

5. Sta in tribunale.. per far colpo sull’amata.

Questo è tutto per oggi! Ovviamente la difficoltà è andata in crescendo rispetto alle settimane passate! Per la verifica delle vostre idee, martedì troverete le soluzioni di prima mattina.

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Crooked House

The Crooked House
Sopot, Polonia

Questo edificio è stato progettato nel 2003 dall’architetto polacco Szotynscy Zaleski ispirato da Jan Marcin Szancer, un illustratore di libri per bambini e dal pittore svedere Per Dahlberg.

Informazioni più specifiche relative al progetto sono quasi introvabili.. digitando il nome del progetto e l’architetto, internet mi rimanda ad una serie di articoli e di blog in cui presenziano molte fotografie di questo originale edificio (viene anche annoverato tra i 15 e gli 84 edifici più bizzarri al mondo!!) ma ben poche informazioni che possano soddisfare la curiosità di saperne qualcosa in più!

Le uniche informazioni aggiuntive sono quelle che riguardano la destinazione d’uso di questo edificio: è un luogo pubblico dedicato ai turisti e caratterizzato da numerosi negozi, bar e ristoranti.

Originale, vero?

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Discorsi a ruota libera

Buon pomeriggio a tutte!

Lascio il PC da parte per un paio di giorni e quando lo riaccendo per scrivere l’articolo di oggi trovo mille sorprese! Chi un po’ mi conosce sa che le novità mi destabilizzano, soprattutto quelle tecnologiche perchè io, da questo punto di vista, non sono molto all’avanguardia ;)

Oggi quindi novità doppie.. oltre alla nuova veste e alle nuove impostazioni del blog inizio anche una nuova rubrica da alternare a cucina … (e ora che ci penso va aggiunta anche la nuova categoria in cui inserire questi nuovi appuntamenti!), l’ho pensata giusto per interagire meglio con voi e per conoscerci di più. Mi piacerebbe davvero, tramite piccoli argomenti mirati, conoscervi meglio!

Per questa nuova rubrica mi affido a Charles M. Schulz, il papà dei Peanuts. Adoro queste strisce.. in poche vignette ed altrettante poche parole si aprono spunti di riflessionie impensabili! …Ma iniziamo!

La prima vignetta che propongo è tratta dal libricino “Cercando te, Charlie Brown!” n°31 di Baldini Castoldi Delai editore.

Facciamo quindi un tuffo nel passato e torniamo a scuola! Voi come eravate? super secchione come Marcie o “asinelle” come Patty?

Io ho un debole per Patty, è il mio personaggio preferito, ma fortunatamente a scuola ero più brava di lei! non tanto quanto Marcie ma diciamo che me la cavavo senza grandi problemi :)

chi di voi era secchiona schifava come Marcie le pagelle dei compagni meno bravi? e chi, invece, era meno brava, vedeva le compagne più capaci come delle semi divinità?

comunque … è così tenero vedere Patty che si emoziona solo a tenere in mano un’ottima pagella! voi che dite?

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Buon Halloween!

Buon pomeriggio a tutti!

 

Driiiiiiiiiin!!!! Dolcetto o scherzetto? Che seccatura i bambini che suonano al portone =D …i dolcetti, anche se li avessi, li terrei per me <.<

 

Scherzi a parte, halloween non è una nostra festa… e non è nostra usanza andar in giro per le case… tuttavia molte moltissime persone lo festeggiano più che volentieri: centri commerciali pieni di bambini mascherati, gruppetti di bambini che girano la sera a suonare campanelli, feste in maschera per i più grandi…

 

Raccontateci qualcosa anche voi! Avete mai organizzato scherzetti per i bambini speranziosi che venivano a suonare? Cosa farete questa sera? Vi meschererete? Raccontateci!

 

Ad ogni modo non perdete le nostre "terrificanti" rubriche!!!

 

 

 

 

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Non fate studiare architettura ai vostri figli

 

 Strano questo titolo visto che anch’io posso essere annoverata tra gli studenti, per fortuna laureati, in Architettura!

 E’ che ultimamente in Facebook vedo un sacco di link pubblicati e/o condivisi dai miei amici dell’università riguardanti i "lati negativi" dello studiare architettura o dell’essere architetti..

 Ciò che vi propongo oggi è, oltre che super linkato in FB, tratto da un libro scritto da un architetto e scrittore:  "Metropoli per principianti" di Gianni Biondillo.

 

 

"Non fate studiare architettura ai vostri figli. Non ne vale la pena. Vi ritrovereste con dei figli frustrati, incapaci di relazionarsi con il mondo del lavoro: troppo tecnici per gli artisti, troppo artisti per i tecnici, né carne nè pesce, insomma. Se lo fate per il prestigio, meno che meno. Non esiste categoria più bistrattata, sfottuta, derisa: dai padroni di casa, dagli imprenditori edili, dai muratori, dagli ingegneri, dai geometri. Un icubo. Tanto ve lo dico subito, il lavoro (di architetto intendo) non lo trova. A meno che non abbiate la pazienza infinita di vederlo leccare i piedi nello studio di qualche affermato professionista per anni. Per dodici-sedici ore al giorno: a tirare linee, a disegnare sempre e solo scale di sicurezza o pozzetti d’ispezione, e tutto gratis o per un ridicolo rimborso spese. Tutto questo per poter mettere sul curriculum, dopo essere stato spremuto come un limone, di aver lavorato per lo stimato professionista. Che non serve a nulla. Perché se si va a fare un colloquio con un altro stimato, stimatissimo professionista, si ritorna nel girone infernale dei pozzetti di ispezione e dei rimborsi spesa ridicoli. E allora si smette di farsi belli di cotanto curriculum e si cerca di tutto; tutto quello che capita diventa ossigeno: e si passa per studi di ingegneria, con i tuoi cugini del Politecnico che ti guardano ridacchiando sotto i baffi, trattandoti come una burba in una caserma punitiva o, peggio, per sperduti uffici di geometri specializzati in pratiche catastali. Che ti chiedono, come al solito, dato che te lo chiedono da anni: “ma sei un architetto di interni o di esterni?”[...] Se insistete e davvero volete iscrivere i vostri virgulti in quelle bolge dantesche che sono le facoltà di architettura italiane, bè, allora fatelo! Ma fatelo davvero. Perché in fondo, se non siete i genitori ricchi consigliati da Gregotti e se nulla programmate di concreto per il futuro dei vostri figli e siete fervidi credenti nella provvidenza divina, di certo state facendo frequentare loro la più bella delle facoltà universitarie, la più stimolante, la più variegata. Perché l’architettura è una disciplina che si pone in un crocevia dove soffia da una parte il vento della cultura umanistica e dall’altra quello della cultura scientifica e dell’innovazione. Perchè un architetto deve sapere di tecnologia, di sociologia, di storia dell’arte, di restauro, di tecnica delle costruzioni, di estetica, di urbanistica, di composizione. Perché è l’ultima disciplina ancora perfettamente rinascimentale, dove tutto rimanda ad un tutto. Di quelli che si laureano pochi faranno la professione, ma tutti sapranno trovarsi un lavoro, qualunque lavoro. Perché la disciplina dell’architettura prevede una flessibilità mentale, una capacità di adattamento alle situazioni, un senso di progetto, che servono a prescindere dal lavoro che stai facendo. […] L’altro grande dono che ti da è lo sguardo. La capacità di interpretare lo spazio, di dialogare con le forme, di comprendere il potenziale iconografico del reale e del virtuale.Quindi, massì, mandatelo pure vostro figlio a studiare architettura. Fatelo. Impegnatevi a pagare le tasse, il posto letto proibitivo se abitate fuori sede, le copie, le fotocopie, i libri, i programmi cad, le attrezzature, tutto. Fatelo laureare. Poi però mandatelo all’estero. Che qui non c’è speranza."

 

 

In effetti molto di ciò che ho riportato è veritiero.. ma è un fatto che vale solo per la facoltà di Architettura? o è che viviamo in un Paese un po’ "costipato" e si fa fatica a trovare un posto per tutti? Voi genitori di figli universitari o direttamente voi, studenti universitari e non, cosa ne pensate?

 

 

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Cos’ho in frigo: l’app che ti aiuta in cucina

Buongiorno a tutti! Come state?
Com’è il tempo da voi? Qui finalmente ha smesso di piovere ed è venuto il caldo: ci sono ben 9 gradi!

 

Vi è mai capitato di dover cucinare avendo poca fantasia e il frigo quasi vuoto? Penso capiti spesso a chi abita da solo o a chi ha poco tempo per far la spesa.
Io ho sempre risolto googlando frasi tipo "pasta piselli e", sperando in qualche accostamento pratico, ma se avete un iphone, ipad o ipod touch potete scaricare un’applicazione molto carina.

 

Si chiama "Cos’ho in frigo" e nasce per aiutare proprio chi si trova in difficoltà.
E’ sufficiente inserire gli ingredienti che si hanno in casa e aspettare che l’applicazioni elabori le informazioni. Dopodiché vi verranno proposte una serie di ricette diverse da cui poter scegliere.
Siete soddisfatti del risultato? Sempre tramite l’applicazione potete pubblicare la ricetta su Facebook e fare una foto al vostro piatto.
Unica pecca: chi l’ha già provata lamenta una limitazione negli ingredienti e nelle ricette. Sicuramente sarà da migliorare.

 

Costa 0.79€ e la trovate su iTunes.

Istantanea iPhone 1Istantanea iPhone 2
(foto: App Store)

 

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MAXI saldi… MAXI bag: Varie ed Eventuali

Buon pomeriggio!

 

Scegliere l’argomento moda per questa settimana non è stato affatto facile viste le tante notizie interessanti da pubblicare. Per questo ho deciso di riassumerle tutte in un unico articolo!

 

SALDI FINO AL 70% DA ASOS

Se solo avessi ordinato con qualche giorno di ritardo sicuramente ora ne approfitterei anche io! Ma prima meglio assicurarsi che arrivi quello che ho preso! Ecco qualche bellissimo abito che avrei comprato volentieri:

 

 

MAXI BAG… PERCHE’ LO SPAZIO NON E’ MAI TROPPO

Altro accessorio per me fondamentale…. una MAXI borsa per metterci di tutto e di più! Conoscete il giochino “dimmi cos’hai nella borsa e ti dirò chi sei?” (eccolo qui)… Bene…. io ci metto tutto quello c’è li e anche di più! Oltre la solita roba ultimamente la riempio di riviste, di calze al ginocchio e non mi faccio mai mancare alimentatore del pc, caricabatterie del cellulare e caricabatterie della fotocamera (anche se poi dimentico la fotocamera -.-)!

 

Dunque per esigenze che ben potete capire ho fatto un bell’acquisto che consiglio a tutte voi! Misure 37,5x41x14 cm – Prezzo 150,00 euro circa!

 

 

I LOVE DIESEL FOR MAN

Terminiamo con qualche accessorio uomo… Uno splendio regalo che vorrei fare al mio fidanzato… Un portafoglio Diesel acquistabile dal loro store online http://store.diesel.com/ a ben 100,00 euro!

 

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